Prevenire l’invecchiamento cutaneo con un’alimentazione anti-age

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Prevenire l’invecchiamento cutaneo con un’alimentazione anti-age

L’invecchiamento cutaneo è un processo determinato da diversi fattori: in primis la genetica, che può rendere più predisposto un individuo rispetto ad un altro, per cui anche se due persone hanno la stessa età anagrafica, in una i segni dell’invecchiamento potranno essere già evidenti e nell’altra no. Passiamo poi alle cause di natura biologica, ossia a quei cambiamenti che avvengono in alcuni processi metabolici con il tempo che passa, e che possono essere racchiusi nel termine cronoaging, che indica proprio l’invecchiamento legato all’età. Ultimi, ma non per importanza, i fattori ambientali: stile di vita, esposizione al sole (invecchiamento da foto aging), alimentazione.

Su quanto determina il crono-invecchiamento possiamo fare poco. La molecola chiave in questo processo è il collagene, una proteina fibrosa prodotta dai fibroblasti del derma. I fibroblasti non sintetizzano solo collagene, ma anche elastinaacido ialuronico. L’elastina è un’altra proteina fibrosa che forma, insieme al collagene, una rete solida e stabile a sostegno dell’epidermide. Il ruolo di questa sorta di “impalcatura” è quello di fornire alla pelle compattezza ed elasticità. L’acido ialuronico è invece un disaccaride, che legando a sé moltissime molecole di acqua mantiene l’idratazione profonda della pelle. Formando una matrice gelatinosa, l’acido ialuronico è anche responsabile della definizione dei volumi del volto.

La pelle è formata da 3 strati: il derma è la parte centrale, un tessuto connettivo di sostegno e che, come abbiamo appena descritto, ha un ruolo centrale nel processo di invecchiamento. A partire già dai 25 anni di età, i fibroblasti iniziano a rallentare la produzione di collagene. Man mano che passano gli anni quindi si assiste ad una deplezione progressiva delle riserve di questa proteina indispensabile per il mantenimento della struttura della pelle. Si arriva ad un punto nel quale il collagene di nuova sintesi non è sufficiente a sostituire il vecchio, che viene degradato. Questo “deficit” si manifesta intorno ai 30-35 anni, con i classici segni dell’invecchiamento cutaneo: rughe (in particolare d’espressione), lassità cutanea e perdita di spessore e volumi.
L’invecchiamento è poi determinato anche da fattori ambientali. Tra questi troviamo i raggi solari, o meglio le radiazioni UV, le quali incrementano nell’organismo strettamente correlate all’invecchiamento cellulare e cutaneo. Anche il fumo di sigaretta ha lo stesso effetto, per cui è un’abitudine che andrebbe abbandonata immediatamente se si vuole mantenere la pelle giovane più a lungo.
I radicali liberi sono prodotti dall’organismo con il normale processo di respirazione cellulare, ma in condizioni normali vengono efficientemente degradati da complessi di enzimi specifici. Se però si accumulano, l’organismo non riesce più a degradarli, e di conseguenza hanno tempo e possibilità di interagire con le nostre cellule, causandone l’invecchiamento e altri potenziali danni, in quanto riescono a interagire con il DNA.

Attraverso una corretta alimentazione si può agire da entrambi i fronti: la vitamina C ad esempio, è indispensabile per la produzione di collagene. Una dieta ricca di vitamina C aiuta quindi a mantenere costanti le riserve di questa preziosa proteina. Alcuni cibi contengono invece nutrienti noti come antiossidanti. Gli antiossidanti aiutano a neutralizzare i radicali liberi e quindi a prevenire l’invecchiamento cellulare.

 

Prevenire l’invecchiamento: quali sono i nutrienti anti-age

I nutrienti anti-age rientrano quasi tutti nel gruppo delle vitamine e dei polifenoli. Tra le vitamine, assumono particolare importanza la C, la A e la E.

La vitamina C stimola la produzione di collagene. La vitamina A ha un ruolo importante nel mantenimento dell’integrità delle mucose e nella protezione della pelle dal sole. Precursore della vitamina A è il betacarotene, sostanza che stimola la produzione di melanina da parte dei melanociti. La melanina è conosciuta come il pigmento che determina l’abbronzatura, ma in realtà il suo ruolo biologico è anche quello di proteggere la pelle dalle radiazioni UV.
La vitamina E è un potente antiossidante, considerata un vero e proprio “scavenger”, ossia “spazzino” di radicali liberi.

I polifenoli sono un’ampia famiglia di sostanze organiche presenti in natura, e prodotti quasi interamente nel mondo vegetale. Si distinguono diverse classi di polifenoli, ma i più diffusi sono i flavonoidi, i tannini, le lignine, gli antrachinoni e le melanine. Ai polifenoli vengono attribuite capacità antiossidanti ed antinfiammatorie, essi riuscirebbero quindi a proteggere le cellule dallo stress ossidativo, termine che sta ad indicare una condizione caratterizzata da un eccesso di radicali liberi.

Un’altra classe di nutrienti considerata importante per il mantenimento della qualità del tessuto cutaneo è costituita dagli acidi grassi “buoni”, i monoinsaturi e polinsaturi in generale (quelli derivanti dagli oli vegetali, per intenderci), e gli Omega 3, contenuti principalmente nei pesci dei mari freddi, nonché nelle noci e nell’avocado. Essi favoriscono la circolazione, e di conseguenza l’ossigenazione ed il nutrimento del tessuto cutaneo.

 

Alimentazione antiage: quali sono i cibi da mettere in tavola

Per prevenire l’invecchiamento cutaneo è importante quindi mettere in tavola cibi ricchi di vitamine, polifenoli e grassi “buoni”. Quali sono? Senza dubbio frutta e verdura di stagione, oltre a frutta secca e semi oleosi, pesce e olio extravergine di oliva. La stagionalità di frutta e verdura è fondamentale, perché è in quel periodo che i vegetali sono più ricchi di vitamine e polifenoli.
Vediamo quali sono i gruppi di cibi principali in una dieta antiage:

  • Agrumi, broccoli e cavoli nella stagione invernale. Pomodori e peperoni nella stagione estiva. Ortaggi a foglia verde in qualsiasi stagione. Questi cibi sono tutti ricchi di vitamina C, e quindi stimolano la produzione di collagene;
  • Vegetali di colore giallo-arancio, quindi zucche e carote nella stagione invernale, così come pesche, albicocche, melone, ecc. nella stagione estiva. Sono cibi ricchi di betacarotene, che nell’organismo si trasforma in vitamina A. Il betacarotene aiuta a proteggere la pelle dal sole, e non a caso la natura nella stagione calda offre una vasta scelta di vegetali giallo-arancio!
  • Frutta secca a guscio, semi oleosi, olio extravergine di oliva. Sono tutti cibi ricchi di vitamina E, uno dei migliori alleati contro i radicali liberi.
  • Bacche, frutti rossi, melanzane, e in generale tutti gli ortaggi di colore rosso-violaceo. In inverno molto rappresentativo è il cavolo viola, che è meglio consumare crudo. Sono cibi che contengono flavonoidi, che come tutti i polifenoli hanno proprietà antiossidanti.
  • Pesci dei mari freddi (es. salmone), avocado. Migliorano la qualità della pelle grazie al loro apporto in acidi grassi Omega 3.

Insomma: un’alimentazione sullo stile della dieta mediterranea, quindi tradizionale della nostra zona, è ottima per prevenire l’invecchiamento e migliorare la qualità della pelle.



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