I FILI DI SOSPENSIONE E DI BIO-STIMOLAZIONE

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I FILI DI SOSPENSIONE E DI BIO-STIMOLAZIONE

Erano parecchi anni che nella nostra professione si parlava dell’impiego di fili di ancoraggio per trattare la lassità dei tessuti del volto. Presentati come fili non riassorbibili ed ancorati chirurgicamente ai nostri tessuti, non mi avevano mai convinto, per due ragioni: la prima è che personalmente non amo i materiali che restano permanentemente nei tessuti dei miei pazienti. La seconda è che “ancorare” un filo rigido a dei tessuti poco resistenti e delicati, come quelli presenti nel nostro viso, mi ha sempre lasciato perplesso sulla durata di un tale trattamento. Ma tutto è cambiato con l’arrivo dei nuovi fili di sospensione, totalmente riassorbibili, e che non necessitano di alcun ancoraggio chirurgico. Si tratta, infatti, di fili che restano sospesi all’interno del derma e, grazie ad un sistema di micro-coni di cui sono dotati, trattengono dolcemente in tensione i tessuti impiantati per un tempo piuttosto prolungato ( fino ad un anno e mezzo) . Questi fili, poi, costituiti di acido polilattico, mano a mano che degradano e si sciolgono, determinano una forte stimolazione del collagene lì dove li abbiamo inseriti. Esiste, poi, un’altra categoria di fili di bio-stimolazione, costituiti di un materiale denominato PDO, anch’essi totalmente riassorbibili ma in tempi molto più rapidi. Personalmente li utilizzo solo in sinergia con alcuni trattamenti del volto e del corpo come rinforzo, ma con aspettative discrete.



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